Scadenza: 29 settembre 2023
Archiviato

Programma/Ente di finanziamento

Regione Lombardia

Dotazione Complessiva
€ 2.000.000
Co-finanziamento
90%
Vai al bando
Bando scaduto
Livello difficoltà bando
Intermedio

Finalità

La misura promuove e sostiene l’agricoltura in area montana, mediante il potenziamento e lo sviluppo delle aziende agricole e delle strutture produttive ivi ubicate. In particolare, Regione Lombardia persegue i seguenti obiettivi:

  • Migliorare la produttività delle strutture e degli impianti pubblici per allevamenti zootecnici;
  • Favorire lo sviluppo delle attività collegate alla produzione zootecnica primaria, quali la trasformazione, la conservazione, la commercializzazione e la vendita diretta dei prodotti trasformati;
  • Recuperare il patrimonio edilizio storico montano (maggenghi, alpi, malghe, ecc.);
  • Favorire la multifunzionalità delle strutture;
  • Aumentare l’efficienza energetica delle strutture;
  • Sostenere la digitalizzazione delle strutture montane.

Interventi ammissibili

In linea generale, gli interventi finanziati sono riconducibili alle fattispecie di cui all’art. 3 comma 18 della L. 24 dicembre 2003, n. 350 ed in particolare alle lettere:

  • l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali che non residenziali;
  • la costruzione, la demolizione, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione straordinaria di opere e impianti;
  • l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale.

Il soggetto beneficiario che presenta domanda di finanziamento è chiamato a redigere e presentare un “Progetto di Investimento”, inerente strutture a prevalente uso zootecnico (malghe, alpeggi, maggenghi, stalle, ecc.), che presenti un adeguato mix di tipologie di intervento a scelta fra le seguenti:

Produzione primaria:

  • Nuova costruzione, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo, ai sensi dell’art. 3 lettera b) del D.P.R. 380/2001, di edifici rurali e manufatti esistenti a fini produttivi degli allevamenti di montagna (stalle e ricoveri, sale di mungitura, deposito alimenti), compresi l’alloggio ad uso esclusivo degli operatori d’alpeggio;
  • Nuova costruzione, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo delle strutture di stoccaggio degli effluenti di allevamento;
  • Realizzazione/acquisto di impianti e dotazioni fisse per la movimentazione, trattamento e valorizzazione degli effluenti di allevamento;
  • Interventi di efficientamento energetico relativi ad edifici rurali produttivi degli allevamenti di montagna;
  • Adeguamento o costruzione di opere per la raccolta e la distribuzione dell’acqua piovana da superfici captanti (es. tetti) di edifici collegati alla produzione primaria;
  • Realizzazione e/o ammodernamento degli impianti per la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, da utilizzare per la produzione primaria quali centraline idroelettriche (turbine), pannelli fotovoltaici, caldaie che utilizzino biomasse vegetali di autoproduzione;
  • Acquisto di attrezzature per la modernizzazione delle stalle (solo per beneficiari intestatari di allevamenti presenti nella sede produttiva oggetto di intervento);
  • Acquisto di attrezzature per l’allevamento 4.0(solo per beneficiari intestatari di allevamenti presenti nella sede produttiva oggetto di intervento).

Altri interventi ammissibili:

  • Nuova costruzione, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo, ai sensi dell’art. 3 lettera b) del D.P.R 380/2001, di edifici rurali e manufatti esistenti finalizzati alla trasformazione, alla conservazione, alla commercializzazione e alla vendita diretta dei prodotti trasformati;
  • Interventi di efficientamento energetico di edifici rurali e manufatti esistenti finalizzati alla trasformazione, alla conservazione, alla commercializzazione e alla vendita diretta dei prodotti trasformati;
  • Realizzazione/adeguamento di impianti tecnologici (impianti termici, idrosanitari, elettrici), anche attraverso l’introduzione di tecnologie innovative volte al risparmio energetico da utilizzare per attività alla trasformazione, alla conservazione, alla commercializzazione e alla vendita diretta dei prodotti trasformati;
  • Ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo e interventi di manutenzione straordinaria ai sensi dell’art. 3 lettera b) del D.P.R 380/2001 di fabbricati non produttivi appartenenti al patrimonio del complesso produttivo, edificati ante 1940, in contesto di alpi, malghe o maggenghi, da valorizzare ai fini storico culturali;
  • Ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo e interventi di manutenzione straordinaria ai sensi dell’art. 3 lettera b) del D.P.R 380/2001 di fabbricati non produttivi appartenenti al patrimonio del complesso produttivo, da destinare ad attività di pubblica utilità: bivacchi, strutture per il soccorso alpino e/o per la gestione di emergenze (pronto intervento, pronto soccorso, ecc.);
  • Realizzazione/acquisto di impianti e dotazioni fisse per l’attività di lavorazione, trasformazione, conservazione, commercializzazione e vendita diretta dei prodotti di allevamento;
  • Adeguamento o costruzione di opere per la raccolta e la distribuzione dell’acqua piovana da superfici captanti (es. tetti) di edifici collegati all’attività di trasformazione, conservazione, commercializzazione e vendita diretta dei prodotti trasformati;
  • Realizzazione e/o ammodernamento degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, da utilizzare per l’attività di trasformazione, conservazione, commercializzazione e vendita diretta quali centraline idroelettriche (turbine), pannelli fotovoltaici, caldaie che utilizzino biomasse vegetali di autoproduzione;
  • Potenziamento/nuova installazione di impianti volti ad aumentare la connettività digitale in alpe, malghe e maggenghi (reti satellitari, sistemi WiFi, ecc.).

Chi può partecipare

Possono presentare la domanda soggetti pubblici proprietari di terreni agricoli e/o di fabbricati e strutture ad uso zootecnico ubicati in comuni montani:

  • Province;
  • Comuni;
  • Comunità Montane;
  • Università;
  • Parchi nazionali e consorzi ed enti autonomi gestori di parchi e aree naturali protette;
  • Enti Sanitari pubblici;
  • Enti dipendenti del SIREG (LR 30/2006).

Entità del contributo

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 2.000.000 Euro, equamente distribuita tra le annualità 2023 e 2024. L’agevolazione è concessa per gli anni 2023 e 2024 ed è composta da un contributo a fondo perduto per spese legate ad un “progetto di investimento”.

Sono ammissibili interventi per un valore minimo di investimento pari a 50.000 Euro e massimo di 500.000 Euro, di cui almeno 30.000 Euro per interventi finalizzati alla produzione primaria.

Il contributo è erogato con i seguenti massimali:

  • fino al 90% della spesa ammessa a finanziamento per i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti (risultante dall'ultimo dato ufficiale disponibile dell'Istituto nazionale di Statistica), gli Enti gestori delle aree protette e dei siti di Rete Natura 2000, per le Comunità montane;
  • fino al 50% della spesa ammessa a finanziamento per gli altri soggetti beneficiari.

In rapporto al Regime sugli Aiuti di stato, è inoltre applicato:

  • per gli interventi finalizzati alla produzione primaria, un massimale di contributo pari a 25.000 Euro, in coerenza col Reg (UE) n. 1408/2013 come modificato dal Reg (UE) n. 316/2019;
  • per tutti gli altri interventi, un massimale di contributo pari a 200.000 Euro ai sensi del reg (UE) n. 1407/2013.

Link e Documenti

Pagina web per formulari e documenti

Bando

FAQ del 09/08/2023

Si consiglia di consultare regolarmente il sito web ufficiale del bando per gli aggiornamenti e le informazioni addizionali.

Consigli degli esperti

Le spese ammissibili sono tutti quei costi che possiamo imputare nel budget di progetto. Si consiglia pertanto di verificarle con attenzione (Cfr. sez. B3, pag. 8 de bando).

È molto importante leggere attentamente i criteri di valutazione adottati dall’Ente per valutare le proposte progettuali. La lettura preliminare dei criteri, infatti, ti consentirà di comprendere se il tuo progetto possiede le caratteristiche per aggiudicarsi il contributo (Cfr. sez. C.3.2, pag. 12 del bando).

Hai bisogno di maggiori informazioni? Contatta i seguenti recapiti:

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